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Ritrovo al parcheggio dell’Ikea di Padova (Via Fraccalanza 1, Uscita A4 Padova est) alle 8,30 e successiva partenza per Battaglia Terme dove inizieremo la visita del Castello alle 9,30.

VISITA “CATAJO ESCLUSIVO”
Visiteremo con una guida il piano nobile, il Giardino della Duchessa, la Cappella degli Imperatori, il Cortile dei Giganti e il Parco delle Delizie. (Circa 2 ore).
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Il castello del Catajo è un monumentale edificio di 350 stanze, considerato la reggia dei Colli Euganei; fu costruito a partire dal XVI secolo da Pio Enea I Obizzi a Battaglia Terme, ai piedi dei Colli Euganei..
Fu ampliato dalla stessa famiglia nel ‘600, in seguito venne trasformato in Reggia Ducale dalla famiglia Asburgo-Este, duchi di Modena e Reggio. Fu infine eletto residenza di villeggiatura imperiale degli Asburgo, imperatori d’Austria.
Dal portale d’ingresso, trasformato in arco di trionfo da Tommaso Obizzi, si accede al Cortile dei Giganti, che fu spesso utilizzato per rappresentazioni teatrali e per tornei, anche di tipo acquatico..
Tra le altre fontane, di fronte all’ingresso, si nota la “fontana dell’Elefante“, fatta erigere da Pio Enea II Obizzi nella seconda metà del XVII secolo, nella quale si mescolano reminiscenze mitologiche (Bacco) e gusto per l’esotico.
Il piano nobile conserva uno dei più importanti esempi di pittura autocelebrativa del nord Italia, opera di Giovanni Battista Zelotti. uno dei più celebrati esponenti della pittura veneta rinascimentale e discepolo di Paolo Veronese. Si entra nel grande salone affrescato, al fondo del quale spicca l’albero genealogico della famiglia Obizzi, dal capostipite Obicio I fino al costruttore del castello Pio Enea I. Sulle pareti sono dipinte varie battaglie, terrestri e navali e le Crociate, cui parteciparono i membri della famiglia.
Sul soffitto sono rappresentate le tre forme di governo: “La Democrazia” (Roma), “L’Aristocrazia” (Venezia), “La Monarchia” (La Religione Cattolica), Sullo stesso piano sono presenti altre cinque stanze affrescate, ancora con raffigurazioni delle vicende e le gesta della famiglia, ingentilite, nei soffitti e nei sovrapporta, da varie allegorie.
All’interno del castello è presente anche una insolita Cappella gentilizia di gusto neogotico, realizzata nel 1838 per la visita degli imperatori d’Austria, costruita interamente in legno, dipinto di sgargianti colori e con dorature.
Dal grande salone si può accedere alle terrazze, dalla quale si gode di uno splendido panorama sui Colli Euganei, sui vari giardini di cui è ricco il complesso e sul parco; in esso si notano la peschiera e numerose piante secolari.

Completata la visita del Castello ci trasferiremo in pullman a Galzignano Terme alla storica trattoria “Al Bigolaro”. Potremo gustare alcuni piatti tipici della cucina padovana i “Bigoi al torcio” e il risotto agli asparagi verdi. Come secondi ci verranno proposti la tagliata e la faraona ripiena e completeranno il pranzo la focaccia di mele e i “Zaleti”.
Se richiesta sono disponibili anche piatti vegetariani, vegani, per intolleranze alimentari.

VISITA DELL’ABBAZIA DI SANTA MARIA DELLE CARCERI.
Alle 16 inizieremo la visita del complesso edilizio dell’Abbazia. Essa testimonia ancora oggi le complesse vicende succedute nella Bassa Padovana dal mille ai giorni nostri, nell’intreccio di poteri laici e di presenze di laboriosa e sapiente religiosità. La visita comprende la navata della Chiesa con il coro, il Battistero, il Chiostrino Romanico e il grande Chiostro Rinascimentale, i locali dell’antica Biblioteca (un tempo ricca di codici e libri stampati), il Palazzo Canonicale ed altri edifici adiacenti, come il portico d’ingresso, l’ex Foresteria.
Già nel XII secolo l’abbazia di S. Maria di Carceri era conosciuta come ospizio in cui alloggiavano i pellegrini del Nord Europa che, diretti a Roma, percorrevano la strada che da Padova conduceva a Bologna. Nel 1399 i monaci ampliarono ulteriormente la Chiesa: la struttura era a tre navate romaniche. Nel 1407 gli Agostiniani lasciarono Carceri decimanti dalle carestie dovute alle pestilenze e alle invasioni delle cavallette, assai frequenti in quei tempi. Per ridare vita all’Abbazia Papa Gregorio XII trasferì il possesso e la cura della Chiesa e del monastero dai monaci Agostiniani ai Camaldolesi, che rimasero per quasi tre secoli. Con i Camaldolesi l’abbazia visse un periodo di straordinario splendore.
I monaci continuarono l’opera di bonifica delle terre, ampliarono le strutture dell’Abbazia, che fu dotata di quattro chiostri, costruirono un’ampia sala per la biblioteca, una Foresteria per i pellegrini; ampliarono la Chiesa con il coro e in luogo delle tre navate bruciate in un incendio (1643), eressero l’attuale unica navata (in stile barocco) benedetta da S. Gregorio Barbarigo nel 1686. I monaci Camaldolesi avevano creato presso l’abbazia una vera e propria Accademia di Studi in collaborazione con l’Università di Padova, avevano un Noviziato e una scuola di formazione dei giovani alla vita monastica.
Inoltre lavoravano la ceramica, possedevano una stalla con centinaia di animali, gestivano una farmacia considerata la più antica del Veneto, prova della loro conoscenza botanica e delle erbe officinali. Dal XIV al XVI secolo l’abbazia di Carceri fu una delle più ricche del Veneto.
Verso la metà del ‘600 i monaci camaldolesi erano più di 60 e numerosi erano anche i fratelli non sacerdoti tenuti alla vita monastica. L’abbazia era in possesso di lasciti, prebende, decime, concessioni e di oltre 3600 campi padovani bonificati e coltivati.
Nel 1690 Papa Alessandro VIII soppresse l’Abbazia di Carceri e i suoi territori vennero messi all’asta per finanziare la Repubblica di Venezia nella guerra contro i Turchi. Passò poi di proprietà dei Conti Carminati di Venezia. Attualmente l’Abbazia fa parte della Parrochia di Carceri.

All’interno della stessa Abbazia sarà possibile visitare il museo della Civiltà contadina voluto per mantenere viva la memoria di quella che, nei primi anni del 1900, era la vita della comunità agricola della zona.

Seguirà un piccolo rinfresco offerto dal Gruppo di Accoglienza della Abbazia.

Il ritorno a Padova è previsto interno alle 19,30

Quote individuali di partecipazione:

Soci Assdintesa  e familiari    € 55,00
Altri     € 65,00

Per i pagamento della quota :

  • in contanti il giorno 8 giugno 2019
  • con bonifico sul cc c/o Banca Prossima  D.I.N.T.E.S.A.- zona territoriale Euganea: IBAN:  IT83U0335901600100000165303


50 posti disponibili: verrà data la priorità in base alla data di adesione.
 

Scadenza adesioni venerdì 31 maggio 2019.

Info e adesioni:
Garbari Marino 347 2156002 oppure via mail assdi.euganea@assdinazionale.it

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