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L’associazione culturale TeatrOrtaet ha ideato il format culturale “Visite Animate“(da un’idea di Alessandra Brocadello), una forma innovativa di fruizione di spazi storici e museali che dal 2003 ha avuto modo di farsi conoscere presso il grande pubblico in tutta Italia. Si tratta di veri e propri spettacoli teatrali, eseguiti in forma itinerante per gruppi organizzati di spettatori che seguono dal vivo le vicende di personaggi storici e grandi figure del passato, legate alla monumentalità in questione (spazi museali, abitazioni di letterati e intellettuali, monumenti, palazzi, locali storici e così via).

Abbiamo avuto modo di assistere negli scorsi anni ad alcune rappresentazioni della compagnia teatrale: ricordiamo in particolare “L’Amor che move il sole e l’altre stelle” sulla vita di Dante al Parco Treves a Padova, “L’acqua e il fuoco” a Villa Pisani a Strà con protagonisti Eleonora Duse  e Gabriele D’Annunzio,  “L’isola felice di Antonio Pedrocchi” sulla vita del fondatore dello storico caffè padovano, e “l’Annina del Prete Rosso” sulla vita di Antonio Vivaldi al teatro Bibiena di Mantova.

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Teatrortaet propone per i prossimi mesi  “Giotto sotto le stelle”: delle visite animate  serali alla Cappella degli Scrovegni accompagnati dagli attori  che impersonando personaggi dell’ epoca di Giotto ci guideranno, in maniera diversa, alla scoperta di questo meraviglioso monumento.

Di seguito potete trovare una breve sintesi dello spettacolo e a seguire le date di programmazione :

I personaggi evocati dagli attori di teatrOrtaet accompagnano i visitatori in un itinerario che parte (e finisce) dal chiostro degli Eremitani, sostando nel C.T.A. (corpo tecnologico attrezzato) e poi nella straordinaria atmosfera della cappella, in cui il tempo scorre sempre troppo rapido per saziare gli occhi con i particolari del racconto della Salvezza.
Le parole racchiudono la contemplazione del ciclo giottesco in una cornice emozionale, ma adeguatamente documentaria, che si articola intorno a tre grandi contrapposizioni: ricchezza- povertà; fama-infamia; salvezza-dannazione. Attorno a questi nuclei tematici compaiono anche soggetti “assenti” nella cappella, che pure ne costituiscono l’indispensabile cornice storico-concettuale.

Ricchezza-povertà. La visita inizia evocando Chiara d’Assisi, che seguì Francesco nella scelta di “santa povertà”; sant’Antonio e la beata Elena Enselmini che, sulla loro scia, sono stati a Padova i massimi testimoni di un’esistenza protesa all’imitazione di Cristo, alla povertà evangelica, al ravvedimento dai vizi della violenza, dell’usura, dell’invidia. Ma il contrasto tra la ricchezza usata “a fin di bene” e il denaro conseguito con l’usura, e quindi in modo peccaminoso, viene riproposto non solo dalle prediche appassionate di Antonio, ma anche da due popolani “figuranti” nelle sacre rappresentazioni o nei drammi liturgici del tempo: il giullare-Diavolo e la popolana-Invidia. Il doppio binario tra personaggi storici personaggi messi in scena da attori popolari prosegue anche nel resto della visita, culminando nella terza parte e poi nella conclusione.
Fama-infamia. La seconda parte dello spettacolo, che si svolge nel C.T.A. della cappella, si concentra sulle ambizioni di Enrico Scrovegni il quale voleva far diventare la cappella affrescata il massimo esempio di una visibilità virtuosa a livello cittadino, che conferisse prestigio alla sua casata. Una politica attuata anche con matrimoni di rilievo come quello con Jacopina d’Este, anch’essa evocata nella visita, e interpellando artisti di grido come Giotto. Una politica che si appoggia sull’avallo papale, che concede l’indulgenza ai frequentatori della cappella, ma che sarà contrastata dai vicini frati Agostiniani, dalla casata Carrarese che alla fine porterà il ricco Scrovegni in esilio volontario a Venezia. In questo contesto viene evocato un coetaneo di Giotto, Dante Alighieri, che pure scrisse la sua opera più famosa, la Divina Commedia, quando già il capolavoro pittorico padovano era compiuto, ma che tratteggiò nelle sue terzine infernali un indelebile ritratto del padre di Enrico Scrovegni da usuraio impenitente e dannato.
Salvezza-dannazione. La parte centrale della visita si svolge all’interno della cappella dove il significato del ciclo pittorico viene illustrato dai due principali attori del corteo processionale che ogni 25 marzo, festa dell’Annunciazione, univa la cattedrale e la cappella dell’Arena.

Per informazioni potete far riferimento direttamente a:

  • TeatrOrtaet : cell. 393 9909412
  • Assdintesa Euganea: Garbari cell. 347 2156002